Pet therapy, all’Istituto Superiore di Sanità si lavora per metodologie strandardizzate

 

 

Presso l’Istituto Superiore di Sanità c’è un reparto di neuroscienze comportamentali dove si fa ricerca sulla pet therapy.
Oltre all’organizzazione di seminari e corsi di formazione, i ricercatori dell’Iss si occupano anche di divulgare dati e informazioni sull’efficacia delle terapie assistite con gli animali. Sono diverse le pubblicazioni recenti, disponibili sul sito dell’Istituto, tra cui un vero e proprio manuale in cui si racconta tutta l’esperienza del reparto dell’Iss nell’ambito della pet therapy.
Uno degli obiettivi cui puntano i ricercatori dell’Iss è la standardizzazione delle metodologie e delle procedure da seguire, visto che ancora oggi non ci sono leggi di riferimento. “Il rischio in questo campo è quello di trovare soggetti poco seri, che si improvvisano cercando di cavalcare la moda della pet therapy – spiega la biologa dell’Iss Francesca Cirulli, che da tempo si occupa di fare ricerca sulle terapie assistite con gli animali – Noi lavoriamo insieme al centro nazionale di referenze affinché si raggiungano proprio degli standard per chi vuole svolgere queste attività in modo serio. Già abbiamo elaborato delle linee guida perché crediamo che la professionalità di chi opera in questo settore sia fondamentale. Anche perché di solito le famiglie ripongono grandi aspettative in queste attività, perché c’è un forte coinvolgimento emotivo anche da parte loro. Non è accettabile quindi che ci sia qualcuno che possa speculare”.

Per quanto riguarda il nostro lavoro – racconta la biologa – posso dire che nel tempo abbiamo raccolto diverse evidenze scientifiche: ad esempio abbiamo osservato diversi pazienti schizofrenici che, grazie alle attività con il cavallo, hanno ridotto i loro giorni di ricovero ed hanno avuto benefici anche sul piano dei sintomi che portano questi pazienti a stare fuori dalla società.
Anche nelle attività con l’asino abbiamo osservato grandi benefici nei pazienti affetti da disturbi psichici e possiamo dire che le caratteristiche di questo animale lo rendono particolarmente adatto a terapie in questi casi”.

 

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